Non è solo una fase o un effetto collaterale dello stress: l’insonnia è una malattia vera e propria, spesso cronica, e può avere effetti rilevanti sulla salute mentale e fisica. A ricordarlo è Claudio Mencacci, psichiatra e co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia, in un approfondimento pubblicato su MoltoSalute (inserto de Il Messaggero).

La portata del fenomeno è globale: «Oltre un terzo della popolazione mondiale è colpita da insonnia o da disturbi del sonno», spiega Mencacci. Per molti si tratta di forme persistenti: nell’80% dei casi i sintomi restano anche a un anno dalla diagnosi, e nel 60% a cinque anni.

Ma non si tratta solo di notti in bianco. L’insonnia aumenta il rischio di sviluppare depressione, ansia, patologie cardiache, diabete, ipertensione e obesità. Dormire poco e male, secondo l’Associazione Italiana Medicina del Sonno, altera anche gli ormoni dell’appetito: si ha più fame e meno senso di sazietà. Non a caso, un terzo degli italiani dorme meno di 6 ore per notte, compromettendo l’equilibrio psicofisico. Prendere sul serio l’insonnia significa riconoscerla, affrontarla e curarla. Con strumenti clinici, ma anche con una nuova consapevolezza culturale.

📌 Fonte: Il Messaggero – MoltoSalute, 15 maggio 2025

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