L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando l’esperienza digitale dei giovani, offrendo opportunità significative ma anche crescenti rischi. Secondo la ricerca condotta da Telefono Azzurro e BVA DOXA, il 74% degli adolescenti tra 11 e 18 anni utilizza dispositivi connessi ogni giorno e il 50% dei bambini sotto i 9 anni accede a internet senza supervisione. Questa diffusione precoce delle tecnologie digitali aumenta l’esposizione ai pericoli del web, come il cyberbullismo e la manipolazione dei dati personali.
Il 41% degli adolescenti dichiara di aver subito episodi di cyberbullismo. Tra le nuove minacce emergenti ci sono i deepfake, contenuti manipolati digitalmente che possono essere utilizzati per danneggiare la reputazione delle vittime. Questo fenomeno rappresenta una frontiera preoccupante del bullismo digitale, rendendo sempre più difficile distinguere il vero dal falso e amplificando le conseguenze psicologiche sulle vittime.
Sul fronte della protezione dei dati personali, solo il 18% dei ragazzi sa come tutelarsi, mentre il 72% teme la manipolazione delle proprie informazioni online. Questo dato evidenzia una lacuna nella formazione digitale, soprattutto in ambito scolastico. Solo il 27% delle scuole primarie offre programmi strutturati di educazione digitale, lasciando molti giovani impreparati a gestire le sfide del web.
Nonostante i rischi, le nuove tecnologie possono rappresentare un valido supporto. Il 48% degli studenti che utilizza strumenti basati su IA ha migliorato il proprio rendimento scolastico, in particolare nelle materie scientifiche e linguistiche, grazie a percorsi personalizzati e all’apprendimento adattivo. Tuttavia, affinché queste opportunità si trasformino in vantaggi concreti, è necessaria una maggiore consapevolezza da parte di tutti gli attori coinvolti, dalle famiglie alle scuole fino alle istituzioni.
La sfida è chiara: costruire un ecosistema digitale sicuro e inclusivo, in cui le nuove tecnologie diventino strumenti di crescita e non fonti di pericolo. Solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile garantire alle nuove generazioni un futuro digitale più consapevole e protetto.
Qui indagine completa:
https://azzurro.it/wp-content/uploads/2024/02/RICERCA_DOXA_Sid2024_2.pdf e articolo fonte: https://www.famigliacristiana.it/articolo/lallarme-di-telefono-azzurro-come-i-deepfake-stanno-trasformando-il-cyberbullismo-.aspx
Potrebbe interessarti:
12/07/2026
Quando parliamo di salute mentale, usiamo spesso la parola “vulnerabilità”. Serve, ma può diventare una gabbia. Rischia di farci pensare che alcune persone siano semplicemente più [...]
12/07/2026
Da anni il dibattito internazionale sulla salute mentale insiste su un punto decisivo: ridurre il più possibile il ricorso alla coercizione in psichiatria, cioè ricoveri involontari, [...]
12/07/2026
Il 2025 di European Psychiatry racconta una trasformazione più ampia della ricerca in salute mentale. L’editoriale di bilancio della rivista segnala un anno di forte produzione [...]
12/07/2026
La salute mentale pubblica parte da un’idea semplice, ma molto impegnativa: non basta curare chi arriva ai servizi. Bisogna anche prevenire la sofferenza, promuovere benessere, rafforzare [...]





