Nei primi due mesi del 2025, in Lombardia si sono già registrati 62 interventi del 118 per intossicazione etilica tra i giovani, su un totale di quasi 400 casi nel solo 2024. Un dato in forte aumento rispetto agli anni precedenti: 236 nel 2023, 294 nel 2022 (fonte: AREU Lombardia, via Corriere della Sera – 21 maggio 2025).

Particolarmente allarmante è l’età dei coinvolti: la fascia più colpita è quella tra i 15 e i 17 anni, ma non mancano episodi anche tra preadolescenti. Il fenomeno riguarda sia i week-end – con un picco di richieste di soccorso tra sabato notte e domenica mattina – sia i giorni feriali, soprattutto le mattine prima di verifiche e interrogazioni scolastiche.

È la fotografia di un disagio silenzioso che si esprime in comportamenti estremi come il binge drinking, cioè l’assunzione di grandi quantità di alcol in poco tempo, spesso come forma di sfida o “rituale” condiviso. In alcuni casi, si beve fino a non reggersi in piedi, con conseguenze che vanno dall’ipotermia ai traumi fisici, fino al rischio di coma etilico.

Secondo Maurizio Migliari, responsabile delle sale operative di AREU, «l’intossicazione etilica è solo la punta dell’iceberg. Quello che vediamo nei dati è solo una parte di un fenomeno molto più diffuso, che spesso resta sommerso». A Milano città si sono contati 210 interventi nel 2024, altri 182 nell’area metropolitana.

📌 Questo scenario non chiama in causa solo i ragazzi, ma tutti noi: famiglie, scuole, operatori, istituzioni, media. Servono spazi di ascolto, strumenti di prevenzione, nuove forme di educazione emotiva e relazionale. Serve, soprattutto, una narrazione diversa: meno giudicante, più attenta a capire cosa ci stiano dicendo questi segnali.

Perché ogni intervento del 118 può essere anche l’occasione per intercettare una fragilità, aprire un dialogo, costruire una possibilità.

📎 Fonte: Corriere della Sera, Marta Bravi – 21 maggio 2025

Condividi questo articolo

Potrebbe interessarti: