Più di un terzo degli adolescenti tra gli 11 e i 15 anni passa oltre 30 ore a settimana connesso a uno smartphone. È quanto emerge dal nuovo rapporto OCSE “How’s Life for Children in the Digital Age?” dedicato alla relazione tra benessere giovanile e uso delle tecnologie digitali nei Paesi OCSE.
I numeri fotografano una situazione in rapido cambiamento: il 96% dei quindicenni ha accesso a un computer a casa e l’89% possiede uno smartphone. Ma ciò che colpisce di più è l’intensità d’uso: oltre il 30% trascorre più di 30 ore settimanali su dispositivi mobili, esclusi i compiti scolastici. Una tendenza che si rafforza tra i minori con background migratorio o in condizioni socioeconomiche fragili, dove il cellulare arriva prima dello zaino.
L’uso del digitale serve in parte a studiare, ma soprattutto a socializzare, specie per chi ha minori opportunità relazionali. Tuttavia, il report segnala anche criticità in crescita: oltre il 10% degli adolescenti presenta comportamenti problematici legati ai social, in aumento rispetto al 2017. Il 17% dei quindicenni si sente nervoso o agitato quando non può accedere ai propri dispositivi.
A preoccupare sono anche i rischi legati alla sicurezza online: il 42% ha ricevuto messaggi offensivi, ma solo 1 adolescente su 10 riceve un’adeguata formazione sulla cittadinanza digitale. Le ragazze e i minori di origine straniera risultano i gruppi più vulnerabili.
Il report si basa su un’ampia analisi comparata dei dati raccolti nei Paesi OCSE tra il 2018 e il 2022, e conferma la necessità di investire su un uso consapevole e tutelato del digitale, sia nella scuola sia nei contesti familiari.
📚 Fonte: OCSE, How’s Life for Children in the Digital Age? (2024). Articolo di Ilaria Beretta su Avvenire.
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