Perché l’adesione a Everyone4mentalhealth e cosa rappresenta per il suo Comune questo progetto?
Abbiamo deciso di aderire a questo progetto promosso dalla Rete Città Sane di cui siamo aderenti e abbiamo ritenuto che questa rete ci consente di scambiare buone pratiche e porre in essere progetti coordinati a beneficio delle nostre comunità.
La salute mentale è parte integrante della nostra salute e del nostro benessere generale e un diritto umano fondamentale. Avere una buona salute mentale significa essere meglio in grado di metterci in relazione, di funzionare, far fronte alle criticità della vita quotidiana e di evolvere.
La salute mentale infatti, non è semplicemente l’assenza di disturbi o malattie, ma implica anche la presenza di una serie di fattori positivi che promuovono il benessere psicologico, come la resilienza, l’autostima, l’autonomia, la capacità di adattamento
e la consapevolezza emotiva che aiutano a realizzare il proprio potenziale, a lavorare in modo produttivo e contribuire alla prosperità della propria comunità.
Lo stato della Salute mentale varia nella fasi della vita e una sua stanchezza, sofferenza, disfunzione può riguardare chiunque di noi. La sofferenza psichica favorisce, inoltre, l’insorgenza di molteplici altre problematiche.
La rete articolata dei servizi e delle strutture di assistenza rappresenta un elemento complesso e fondamentale per la tutela della salute mentale nell’ambito del territorio.

Perché sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza su questi temi?
Come ricorda l’Oms, “è di cruciale importanza intraprendere azioni per migliorare le condizioni di vita quotidiane, iniziando dal momento della nascita, proseguendo durante la prima infanzia, l’adolescenza, la costruzione della famiglia, l’età lavorativa e infine la vecchiaia. Un’azione lungo tutte queste fasi della vita costituisce un’opportunità sia per migliorare la salute mentale nella popolazione, sia per ridurre il rischio in quei disturbi mentali correlati alle disuguaglianze sociali”.
I disturbi mentali ad oggi rappresentano una delle principali fonti di sofferenza e disabilità nel mondo e sono in progressivo aumento. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), quasi 1 miliardo di persone nel mondo vive con almeno un disturbo mentale (una persona su dieci a livello globale).
La nostra visione è far approcciare la cittadinanza in modo che la salute mentale sia valorizzata, promossa e protetta e dove tutti possano partecipare pienamente alla società liberi da stigma e discriminazioni. Lotta allo stigma perché non c’e salute senza salute mentale.

Cosa possono fare i cittadini per partecipare?
Vorremo far sottoscrivere il manifesto attraverso i Patti educativi di comunità che abbiamo attivato ai genitori, alle parrocchie, all’Istituto Comprensivo di Ponte di Piave –Salgareda, alle associazioni, al terzo settore presente nel territorio, ai commercianti, alle aziende e a tutta la cittadinanza pontepiavese.

Ci sono progetti sul tema del benessere e della salute mentale che sta promuovendo il suo Comune?
Durante l’emergenza da Covid 19 abbiamo attivato un servizio denominato “filo diretto” Un servizio per garantire sostegno, supporto e vicinanza alla popolazione, intercettando particolari fragilità̀ e individuando interventi di presa in carico da parte di professionisti o di gestione diretta ai servizi sociali, che ha coinvolto persone mai prese in carico dai servizi per lo più sole anche se autonome che ha permesso di stimolare la loro presenza nella comunità
In fase successiva con l’ambito territoriale si è stimolata invece la presenza dello “psicologo in comune”, per intercettare persone con fragilità e poterle poi inserire nella rete dei servizi.
In via ulteriore, al fine di coinvolgere i giovani nelle politiche del “buon fare”, è da diversi anni che portiamo avanti il progetto “Ci sto? Affare fatica” che vede impegnati i giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni nella realizzazione di pratiche di natura civica (pulizia verde pubblico, ripristino aree in degrado) in concerto con gli Handy man che li affiancano. In tale contesto è favorita l’interazione intergenerazionale, la coesione, l’educazione civica.

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