La salute mentale è un tema che coinvolge tutte le generazioni e ognuna a suo modo, ma soprattutto coi suoi mezzi, come dimostra la campagna che in questo mese di Ottobre popola TikTok. L’obiettivo? Diffondere messaggi contro lo stigma e sdoganare il dialogo sui disturbi mentali. È questo ciò che la generazione Z, attraverso le storie su TikTok di creator come Miriam Maddalena, Arturo Mariani, Giovanni Brugnoli e la psicologa Teresa Capparelli, stanno facendo. Un impegno, il loro, sostenuto anche dalla Juventus Women, anch’essa impegnata nella promozione della campagna su TikTok per la salute mentale. Tema di cui si parla sempre di più, come riportato anche dalla nuova ricerca BVA DOXA, condotta per la terza edizione del Festival Salute Mentale RO.MENS per l’inclusione sociale contro il pregiudizio. E che ci mostra un’istantanea dello stato di salute mentale dei giovani e del ruolo che può svolgere la musica nel promuovere il benessere mentale. Dai dati, infatti, si evince innanzitutto come l’84% del campione preso in esame (mille persone tra i 18 e i 40 anni, di cui 49% donne e 51% uomini) affermi di conoscere o di relazionarsi con persone affette da un disturbo mentale. D’altronde, negli ultimi due anni la percentuale di giovani più a rischio, che comprende la fascia di popolazione dai 14 ai 24 anni, è cresciuta di ben 7 punti percentuale, passando dal 41 al 48%. Un incremento significativo, che però, almeno in questi ultimi anni riesce finalmente ad emergere proprio grazie alle iniziative che mirano a superare lo stigma sociale. Tanto che ad oggi una persona su due si sente finalmente a proprio agio nel parlare di disturbi mentali, soprattutto se donna. E, dato più importante, sempre della ricerca BVA DOXA, per il 90% del campione la musica funge da catalizzatore e linguaggio universale, nonché strumento in grado di contribuire al benessere mentale. Il 64%, infatti, la associa alla gioia, per il 63% migliora l’umore, il 48% la usa per calmarsi e ben due persone su tre per rilassarsi. Ma c’è di più, perché la musica crea anche relazioni e incontri, tant’è che il 63% fruisce degli spettacoli e dei concerti, mentre il 46% suona uno strumento e canta. Oltre al benessere promosso dalle parole dei testi e dalle melodie, vi è dunque anche l’aspetto di coesione sociale che i giovani sperimentano nell’incontro con altri coetanei e che contribuisce a superare lo stigma. Stigma che la generazione Z sta provando ad affrontare grazie a una diversa modalità di fruizione di due strumenti, i Social e la musica, e che testimonia come sia importante costruire dei contesti accessibili a pubblici di età diversa, in cui poter promuovere messaggi efficaci sul benessere mentale.

Condividi questo articolo

Potrebbe interessarti: