Per molto tempo abbiamo raccontato la salute mentale soprattutto come una questione individuale: storia personale, vulnerabilità, diagnosi, percorsi di cura. Tutto vero, ma non sufficiente. Una parte crescente della ricerca ci invita ad allargare lo sguardo: la salute mentale dipende anche dalle condizioni sociali in cui una persona nasce, cresce, studia, lavora, abita, costruisce relazioni o sperimenta esclusione.

Il contributo sui determinanti sociali della salute mentale pubblicato su European Psychiatry mette al centro proprio questo passaggio. Povertà, discriminazioni, migrazioni forzate, marginalità, appartenenza a gruppi minoritari e condizioni di svantaggio non sono semplicemente “sfondi” della vita: possono incidere, lungo il corso dell’esistenza, sulla probabilità di sviluppare sofferenza psicologica o disturbi mentali.

La questione, quindi, non riguarda solo i servizi sanitari. Riguarda anche le politiche educative, abitative, sociali, urbane e del lavoro. Prevenire il disagio mentale significa anche ridurre le disuguaglianze, costruire contesti più sicuri, rafforzare le reti di prossimità, rendere più accessibili le opportunità e contrastare stigma e discriminazioni.

Il messaggio è forte: non possiamo chiedere alle persone di “essere resilienti” se poi vivono in ambienti che consumano energie, legami, sicurezza e possibilità. La prevenzione primaria passa anche dalla qualità delle relazioni, dalla protezione dell’infanzia, dall’accesso alla casa, dalla scuola, dal lavoro, dagli spazi pubblici, dalla possibilità di sentirsi parte di una comunità.

Per una città, questo significa riconoscere che ogni scelta pubblica può avere un impatto sulla salute mentale. Un quartiere più connesso, servizi più vicini, spazi più vivibili, scuole più attente e comunità più inclusive non sono solo interventi sociali: sono anche infrastrutture di benessere psicologico.

La salute mentale, quindi, non nasce solo nella testa. Nasce anche nei luoghi, nelle relazioni e nelle opportunità che una comunità riesce — o non riesce — a garantire.

Fonte: J. B. Kirkbride, The social determinants of mental health: new insights for mental health professionals, European Psychiatry, doi: 10.1192/j.eurpsy.2025.37.

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