Quando pensiamo alla psichiatria, immaginiamo spesso ambulatori, reparti, colloqui clinici, farmaci, percorsi terapeutici. Tutto questo resta essenziale. Ma oggi è sempre più evidente che la salute mentale si gioca anche in altri luoghi: nei parlamenti, nei ministeri, nei consigli comunali, nelle strategie europee, nei tavoli tecnici, nei piani di prevenzione e nelle scelte organizzative dei sistemi sanitari.
Un contributo pubblicato su European Psychiatry mette a fuoco proprio il ruolo degli psichiatri nei forum di policy. Il riferimento è anche al Manifesto della European Psychiatric Association per le elezioni europee, che individua alcune priorità: armonizzare l’assistenza in salute mentale, migliorare le condizioni di lavoro e affrontare la carenza di professionisti, promuovere standard etici condivisi, sviluppare risposte a un mondo che cambia e rafforzare ricerca, prevenzione e salute mentale pubblica.
Il messaggio è chiaro: la salute mentale non può essere lasciata solo alla buona volontà dei singoli servizi. Ha bisogno di politiche pubbliche competenti. E per costruirle servono anche competenze cliniche dentro i luoghi decisionali. Gli psichiatri, insieme alle altre professioni della salute mentale, possono aiutare a tradurre la complessità della sofferenza psichica in strategie concrete: modelli di cura, standard di qualità, percorsi di continuità, tutela dei diritti, attenzione ai gruppi vulnerabili, prevenzione e integrazione sociosanitaria.
Questo non significa medicalizzare la politica. Significa il contrario: evitare che le decisioni sulla salute mentale siano prese senza una conoscenza adeguata dei bisogni reali delle persone e dei servizi. La clinica vede ogni giorno ciò che le politiche possono migliorare o peggiorare: liste d’attesa, frammentazione dei percorsi, carenza di personale, difficoltà delle famiglie, crisi adolescenziale, solitudine, povertà, dipendenze, marginalità.
Per questo la salute mentale deve stare anche nei luoghi dove si progettano le città, la scuola, il welfare, il lavoro e la sanità territoriale. Curare non significa solo intervenire quando la sofferenza esplode. Significa anche costruire sistemi più capaci di prevenirla, riconoscerla e accompagnarla.
Fonte: Martina Rojnic Kuzman, The role of psychiatrists in policy forums, European Psychiatry, doi: 10.1192/j.eurpsy.2025.63.
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