Il legame tra lo stato di salute mentale della madre durante la gravidanza e lo sviluppo neuropsichico del bambino è sempre più al centro della ricerca scientifica. Secondo quanto riportato da La Repubblica e ripreso dalla Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF), esiste una correlazione significativa tra l’esposizione allo stress in gravidanza e il rischio di sviluppare disturbi mentali nel corso della vita del nascituro.
Ma quali sono i rischi concreti? Studi epidemiologici mostrano che i bambini esposti a livelli elevati di stress materno in utero hanno una probabilità fino al 30% più alta di sviluppare disturbi dell’umore e dell’ansia durante l’adolescenza. Il rischio di disturbi dello spettro autistico e deficit dell’attenzione (ADHD) può aumentare di oltre il 20%, in particolare quando lo stress si verifica durante il primo trimestre di gravidanza, una fase critica per lo sviluppo del sistema nervoso centrale (Van den Bergh et al., 2017).
Inoltre, lo stress cronico materno ha effetti diretti sui livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che attraversa la barriera placentare influenzando la regolazione delle reti neuronali del feto. Un eccesso di cortisolo durante la gravidanza è stato associato a un aumento del rischio di disordini cognitivi e comportamentali nel bambino (Talge et al., 2007).
Le cause dello stress prenatale possono essere molteplici: precarietà lavorativa, assenza di supporto familiare, difficoltà economiche o lutti improvvisi. Un contesto sociale vulnerabile amplifica questi fattori, mettendo a rischio non solo la salute della madre ma anche quella del futuro cittadino. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, circa il 10-15% delle donne italiane manifesta sintomi significativi di ansia o depressione in gravidanza, spesso senza ricevere alcuna diagnosi o supporto specifico.
La prevenzione come chiave di volta
Alla luce di questi dati, diventa urgente potenziare i servizi di supporto psicologico per le donne in gravidanza. In Italia esistono già alcune esperienze virtuose di assistenza perinatale integrata, ma è fondamentale renderle più accessibili e capillari. Alcuni paesi europei, come la Danimarca e la Svezia, hanno introdotto programmi di screening obbligatori per l’identificazione precoce di stress e depressione durante la gravidanza, riducendo sensibilmente l’incidenza di disturbi mentali nei neonati.
Occuparsi di salute mentale perinatale significa investire in prevenzione, benessere e futuro. Non è solo una questione individuale, ma una responsabilità collettiva. Il futuro dei nostri bambini – e della società nel suo insieme – dipende anche dalla nostra capacità di garantire a tutte le madri un percorso di gravidanza sereno e supportato.
Link fonte: https://sinpf.it/la-repubblica-lo-stress-in-gravidanza-mette-a-rischio-la-salute-mentale-del-figlio/
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