In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra oggi, si moltiplicano gli appelli contro lo stigma che continua ad isolare chi soffre, soprattutto i giovani. Verso i quali si è oggi rivolto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il suo appello contro lo stigma. “Il pregiudizio e la disinformazione che la circondano impediscono a molti di farsi aiutare. Si tratta di donne e uomini che, pur vivendo tra noi, continuano a soffrire in silenzio. E il fenomeno è ancora più preoccupante quando interessa giovani che, in un mondo iperconnesso e competitivo, si trovano ad affrontare una pressione spesso insostenibile. È necessaria una rete di supporto adeguata ai bisogni delle persone con disturbi mentali, anche per sostenere le famiglie che ogni giorno si trovano ad affrontare un enorme carico emotivo e fisico. Datori di lavoro, scuole, Istituzioni e comunità hanno un ruolo cruciale perché il benessere mentale è responsabilità collettiva e ciascuno è chiamato a fare la propria parte per costruire una società più consapevole, inclusiva e solidale”. Ed è proprio nel passaggio dal disagio individuale alla presa di consapevolezza e di responsabilità collettiva, ove occorre inserire la dimensione della salute mentale, che si è sviluppata la rete dei Comuni italiani e il progetto Everyone4mentalhelth. D’altronde, come ha ribadito sempre il Presidente Mattarella, “La Giornata mondiale della Salute Mentale sottolinea l’importanza del benessere Mentale come parte integrante della nostra salute, presupposto imprescindibile per una vita soddisfacente ed equilibrata. Grazie all’approccio innovativo di Franco Basaglia, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla  nascita, l’Italia ha tracciato politiche più rispettose dei diritti delle persone con disturbi psichici e ha aperto la strada a una nuova concezione della salute Mentale basata sull’inclusione sociale, l’autonomia dei pazienti e il supporto all’interno della comunità. Nonostante ciò, il tema della salute Mentale viene ancora troppo spesso trascurato”. Come d’altronde raccontano i numeri dell’emergenza legata al disagio mentale. In Italia solo il 3% dei fondi destinati al Sistema Sanitario Nazionale finiscono alla cura della salute mentale, mentre gli esperti del settore continuano ad invocare il raggiungimento della soglia del 5%, con un incremento anno di risorse pari ad almeno 1,9 miliardi, meglio 2 miliardi, e da programmare da qui ai prossimi 3 anni, contestualmente ad un incremento dell’organico del personale pari al 30% (ovvero 7.500 nuovi operatori). Un impegno economico modesto, soprattutto se paragonato agli attuali costi legati ai disturbi mentali, che nella sola UE raggiungono la cifra record di 800 miliardi di euro all’anno. I benefici della prevenzione superano di gran lunga i costi della cura, ma soprattutto, come ricordato dalla più alta carica dello Stato, Sergio Mattarella, quello della salute mentale è dovere civico che dalla Legge Basaglia in poi è diventato di responsabilità delle Istituzioni, così come di tutta la collettività.

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