Da anni il dibattito internazionale sulla salute mentale insiste su un punto decisivo: ridurre il più possibile il ricorso alla coercizione in psichiatria, cioè ricoveri involontari, contenzione, isolamento e trattamenti non volontari. È un tema complesso, che tocca insieme diritti, sicurezza, qualità delle cure, condizioni dei servizi e tutela delle persone nei momenti di maggiore vulnerabilità.

Uno studio pubblicato su European Psychiatry ha provato a capire se, nella pratica reale, l’Europa stia andando davvero in questa direzione. I ricercatori hanno raccolto dati longitudinali da sei Paesi o aree europee — Austria, Inghilterra, Germania, Norvegia, Svezia e Svizzera — analizzando l’andamento dei ricoveri involontari e delle misure coercitive su periodi compresi tra quattro e dieci anni.

Il risultato è prudente ma importante: in nessuno dei Paesi osservati emerge una riduzione assoluta sia dei ricoveri involontari sia delle misure coercitive. In alcuni contesti si osservano aumenti, con variazioni anche rilevanti. Questo non consente confronti semplici tra Paesi, perché norme, sistemi di registrazione e servizi sono diversi, ma indica chiaramente una questione: gli impegni politici e culturali per ridurre la coercizione non bastano, se non diventano organizzazione concreta dei servizi.

Il punto non è semplificare un tema delicato con slogan. La coercizione può riguardare situazioni di grave crisi, rischio e sofferenza, ma proprio per questo deve restare l’ultima risorsa, dentro percorsi trasparenti, monitorati e orientati alla dignità della persona.

La sfida, allora, è costruire servizi capaci di intervenire prima, meglio e con più continuità: équipe territoriali forti, ambienti di cura meno istituzionalizzanti, personale formato, alternative alla contenzione, coinvolgimento delle famiglie quando appropriato, ascolto delle persone con esperienza vissuta. Meno porte chiuse non significa meno protezione. Significa una cura più capace di stare accanto alla crisi senza ridurre la persona alla crisi.

Fonte: Tilman Steinert et al., Abolition of coercion in psychiatry on the horizon? A descriptive ecologic data study from six European countries, European Psychiatry, 69(1), e27, 2026, doi: 10.1192/j.eurpsy.2026.10160.

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