I mukbang – video in cui un creator mangia porzioni abbondanti di cibo chiacchierando con chi guarda – sono diventati un fenomeno globale. Un articolo di Food & Wine li collega sempre più esplicitamente al tema della solitudine e della “compagnia digitale”.[1]
Secondo gli esperti intervistati, i mukbang creano una forma di “commensalità digitale”: chi guarda, anche se mangia da solo, vive l’illusione di condividere un pasto con qualcuno. Lo spettatore segue le storie del creator, interagisce in chat, sviluppa una relazione parasociale, sentendo di “conoscere” quella persona, pur senza essere davvero in relazione reciproca.[1]
Uno studio citato nell’articolo, pubblicato su una rivista accademica indicizzata da Springer, segnala che la visione di mukbang può ridurre temporaneamente la percezione di isolamento sociale in alcuni spettatori, soprattutto in chi vive solo o prova ansia nel mangiare con altre persone.[2] Il pasto condiviso “a distanza” diventa una strategia per abbassare l’ansia sociale: non c’è rischio di giudizio diretto, ma resta la sensazione di non essere completamente soli.
Il contesto generale è quello di una vera e propria “epidemia di solitudine”: un sondaggio dell’American Psychiatric Association del 2024 stima che circa un americano su tre si senta solo almeno una volta alla settimana.[3] In questo scenario, contenuti come i mukbang funzionano da micro-protesi relazionali: non curano la solitudine, ma ne attutiscono l’impatto emotivo per alcune persone.
Gli esperti invitano però alla prudenza. Questi video possono offrire routine, compagnia percepita e rilassamento sensoriale (spesso grazie a elementi ASMR), ma restano interazioni a senso unico. Se diventano l’unica forma di socialità, rischiano di cristallizzare l’isolamento invece che superarlo.[1]
Per chi lavora su salute mentale e politiche urbane, la domanda di fondo non è se i mukbang siano “buoni” o “cattivi”, ma: quali spazi e occasioni di socialità reale stiamo offrendo, se un numero crescente di persone trova più semplice mangiare con uno schermo che con un altro essere umano?
Riferimenti
[1] Breitowich A., “How Mukbangs Are Helping People Feel Less Lonely”, Food & Wine, 2025.[2] Studio su mukbang, socialità e loneliness pubblicato su rivista Springer, 2023 (analisi del consumo di mukbang e percezione di isolamento sociale).[3] American Psychiatric Association, sondaggio nazionale su solitudine e salute mentale, 2024.
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