Con l’approvazione dell’ultima Legge di Bilancio l’Italia compie un importante passo verso l’integrazione della figura dello psicologo nelle scuole, a sostegno dei giovani e del personale scolastico. L’istituzione del Fondo nazionale per il supporto psicologico, con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2025 e di 18,6 milioni per il 2026, mira a fornire un sostegno concreto agli studenti e al personale scolastico, ponendo le basi per un cambiamento strutturale nel sistema educativo, grazie alla presa in carico della salute mentale e al superamento dello stigma sociale.

Obiettivi e Funzionamento del Fondo

Il Fondo, nato grazie a un emendamento promosso dal Partito Democratico, e condiviso da buona parte delle opposizioni, sottolinea il carattere bipartisan dell’iniziativa e il riconoscimento di un disagio, quello all’interno delle nostre scuole, che non si può più ignorare. “Si parla spesso dei giovani in chiave negativa – ha dichiarato Rachele Scarpa, deputata del PD –, ma poi si abbandona proprio la scuola. L’istituzione del Fondo è un intervento valido che noi continueremo a sostenere e per cui continueremo a impegnarci affinché le risorse a disposizione crescano.”

D’altronde, la necessità crescente di un supporto psicologico adeguato per i giovani era già emersa con forza prima, durante e dopo la pandemia, che ha messo a dura prova soprattutto le scuole. Da qui l’istituzione di un servizio destinato non solo agli studenti, ma anche al personale docente e quello amministrativo, con l’obiettivo di prevenire fenomeni di disagio e migliorare la qualità di vita dell’intero sistema scolastico. David Lazzari, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), ha commentato la notizia come “una misura fondamentale per prevenire il disagio, migliorare la qualità della vita degli studenti e promuovere competenze per il futuro delle generazioni. È chiaro che le risorse sono limitate, ma adesso abbiamo tutti gli strumenti per mettere a regime il sostegno psicologico nelle scuole.”

Limiti e prospettive

La presenza stabile di uno psicologo a scuola potrebbe rappresentare uno dei pilastri attraverso cui migliorare il benessere mentale degli studenti e più in generale quel clima scolastico e culturale oggi peggiorato dal prolungato isolamento sociale, spesso anche autoinflitto dai giovani stessi, e da aspettative sociali a volte irraggiungibili. Tuttavia, non mancano le criticità legate a una risposta a lungo attesa per affrontare problematiche personali, relazionali e professionali che Paolo Notarnicola, coordinatore della Rete degli Studenti Medi, sintetizza etichettando la misura parlamentare come una “vittoria a metà”. “Noi – racconta Notarnicola – parlavamo di inserire un team multidisciplinare dedicato al benessere della persona, invece qui si parla solo di psicologo e le università sono state lasciate fuori.”. Inoltre, le risorse stanziate sono ritenute insufficienti rispetto alla domanda crescente di supporto psicologico. Lazzari stesso, inoltre, ha evidenziato la necessità di incrementare i fondi disponibili per garantire un servizio adeguato. Se da un lato l’istituzione di un Fondo migliora quindi l’efficacia nella risposta a un bisogno prima solo parzialmente soddisfatto e a macchie di leopardo, dall’altro nella sua realizzazione pratica solleva diversi interrogativi e incertezze sul futuro.

Quali prospettive?

Tuttavia, si tratta comunque di un primo importante passo verso una migliore gestione della salute mentale dei giovani e del personale docente, la cui efficacia dipenderà soprattutto dai risultati che genererà e dalle future risorse che verranno implementate. Il dibattito sul ruolo dello psicologo nelle scuole, e più in generale sul benessere mentale è infatti agli inizi, come si evince dai dati sui fondi stanziati da altri Paesi EU su questa tematica. E per ridurre il divario da essi, nonché per rispondere al disagio nelle scuole italiani, occorrono interventi strutturali e finanziamenti adeguati, al fine di promuovere una scuola più inclusiva e attenta ai bisogni delle nuove generazioni.

 

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