Quando parliamo di salute mentale, usiamo spesso la parola “vulnerabilità”. Serve, ma può diventare una gabbia. Rischia di farci pensare che alcune persone siano semplicemente più fragili, più esposte, più destinate a stare male. Una ricerca pubblicata su European Psychiatry propone invece una lettura più ricca: alcune persone potrebbero essere più sensibili all’ambiente non solo “nel male”, ma anche “nel bene”.
Lo studio si colloca nel modello della differential susceptibility, secondo cui la sensibilità genetica all’ambiente può funzionare in entrambe le direzioni. In condizioni sfavorevoli, esperienze infantili negative, avversità o bullismo possono pesare di più su alcuni individui. Ma in contesti positivi, protettivi e favorevoli, la stessa maggiore sensibilità può associarsi a un migliore adattamento.
I ricercatori hanno analizzato un campione di gemelli del progetto TwinssCan, considerando punteggi poligenici di sensibilità ambientale, esperienze infantili positive e negative, funzionamento psicologico e indicatori legati allo spettro psicotico non clinico. I risultati sostengono l’idea del “for good and for bad”: maggiore eccentricità e minore funzionamento in presenza di avversità, ma migliore adattamento in presenza di condizioni infantili favorevoli.
Non basta individuare i fattori di rischio: bisogna costruire fattori di protezione. Famiglie più sostenute, scuole più attente, relazioni adulte affidabili, contesti educativi non umilianti, comunità inclusive e capaci di riconoscere precocemente la sofferenza non sono elementi accessori. Possono cambiare traiettorie.
Naturalmente, questo non significa che il destino psicologico sia scritto nei geni. Al contrario: significa che l’ambiente conta moltissimo. E che le politiche sociali, educative e sanitarie possono fare la differenza proprio perché non lavorano solo sulla riduzione del danno, ma anche sulla possibilità di creare condizioni in cui le persone possano fiorire.
Forse dovremmo dirlo più spesso: la sensibilità non è solo una fragilità. In un ambiente giusto, può diventare una risorsa.
Fonte: Pilar Torrecilla et al., Genetic sensitivity to the environment moderates the impact of positive and negative childhood experiences on psychological adjustment “for good and for bad”, European Psychiatry, 69(1), e41, 2026, doi: 10.1192/j.eurpsy.2026.10176.
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