La seconda edizione dell’«Osservatorio sul benessere psicologico nelle aziende italiane», realizzata da Serenis in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova, offre uno spaccato significativo sullo stato di salute mentale dei lavoratori italiani nel 2025. L’indagine ha coinvolto oltre 1.200 occupati di età compresa tra i 18 e oltre i 60 anni, con una prevalenza di donne (77,6%) e una significativa rappresentanza di laureati (81%) .
Un quadro preoccupante
I dati raccolti delineano una situazione di crescente disagio: il 61% degli intervistati mostra un livello di malessere psicologico in aumento, rispetto al 49,4% registrato nel 2023. L’indice GHQ-12, utilizzato per misurare il benessere mentale, ha raggiunto una media di 21,4 punti, indicando un peggioramento rispetto ai 20,1 punti dell’anno precedente. Solo il 17% dei partecipanti presenta segnali di benessere mentale .
Soddisfazione lavorativa e percezione aziendale
La soddisfazione per il proprio lavoro si attesta su una media di 5,25 su 10, con punte particolarmente basse nelle aree commerciale e logistica. Le persone giovani e laureate risultano le meno soddisfatte. Inoltre, il 57,8% dei lavoratori ritiene che la propria azienda mostri scarso interesse per il benessere psicologico dei dipendenti, nonostante il 62,8% consideri questo aspetto estremamente importante .
Le richieste dei lavoratori
I lavoratori esprimono chiaramente le loro esigenze: l’85,3% desidera programmi di supporto psicologico, il 49,9% chiede controlli sanitari e campagne di prevenzione, mentre il 39,3% auspica percorsi di mentoring e crescita professionale. La settimana lavorativa di quattro giorni è particolarmente apprezzata: il 47,2% dei lavoratori sarebbe disposto a rinunciare fino al 10% dello stipendio pur di lavorare un giorno in meno, anche con orari fissi e in presenza .
Differenze generazionali e di genere
La ricerca evidenzia che il malessere psicologico è più pronunciato tra i giovani, in particolare nella Generazione Z e tra i Millennials. Le donne mostrano livelli di disagio più elevati rispetto agli uomini, con punteggi GHQ-12 mediamente superiori (20,3 contro 19,6). Le aree professionali più critiche risultano essere marketing e comunicazione, mentre settori come gestione del personale e consulenza mostrano livelli di benessere relativamente migliori .
Verso un cambiamento culturale
I risultati dell’Osservatorio sottolineano la necessità di un cambiamento culturale e organizzativo nelle aziende italiane. Come afferma Martina Migliore, Direttrice della Formazione in Serenis: “Molto spesso le aziende faticano a comprendere che il benessere non si costruisce con i benefit, ma con ambienti in cui le persone possono esprimersi, sentirsi ascoltate e libere di sbagliare” .
Investire nel benessere psicologico dei dipendenti non è solo una questione etica, ma rappresenta una strategia fondamentale per migliorare la produttività, ridurre il turnover e creare ambienti di lavoro più sani e sostenibili.
Per approfondire i risultati dell’Osservatorio, è possibile consultare il report completo sul sito di Serenis: https://serenis.typeform.com/to/obXJIU0T
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