I farmaci GLP-1 possono essere importanti per molte persone, ma la perdita di peso rapida porta con sé anche domande psicologiche su corpo, identità, stigma e relazioni.

Negli ultimi anni farmaci come Ozempic e Wegovy, nati nell’ambito del trattamento del diabete di tipo 2 e poi diventati molto popolari anche per la perdita di peso, sono entrati nel dibattito pubblico con una forza enorme. L’American Psychological Association dedica un approfondimento al ruolo dei professionisti della salute mentale nell’accompagnare i pazienti che usano farmaci GLP-1, sottolineando un punto essenziale: questi farmaci possono essere utili e persino cambiare la vita di alcune persone, ma il discorso sociale che li circonda può avere effetti psicologici rilevanti.

Secondo il sondaggio KFF, a novembre 2025 il 18% degli adulti statunitensi aveva assunto un GLP-1 e il 12% dichiarava di utilizzarlo in quel momento. Numeri che spiegano perché il tema non riguardi più solo la medicina specialistica, ma anche cultura, social media, immagine corporea e salute mentale.

L’articolo segnala alcuni rischi da non sottovalutare. I GLP-1 possono mascherare o peggiorare sintomi di disturbi alimentari in persone vulnerabili o in fase di recupero. Inoltre, il rapido cambiamento del corpo può incidere sul modo in cui una persona si percepisce, viene trattata dagli altri e costruisce le proprie relazioni. Anche in assenza di disturbi alimentari, perdere peso rapidamente può essere destabilizzante: cambiano gli sguardi, i commenti, le aspettative, talvolta anche le dinamiche affettive e sociali.

C’è poi il tema dello stigma. In uno studio su 225 studenti universitari, le persone più interessate a provare GLP-1 e più disponibili a tollerarne gli effetti collaterali riportavano livelli più alti di vergogna corporea, preoccupazioni per il peso e bias anti-grasso. Questo suggerisce che, in alcuni casi, il desiderio di usare il farmaco possa essere alimentato non solo da motivazioni di salute, ma anche da pressioni sociali e discriminazioni legate al corpo.

La prospettiva più utile non è giudicare chi usa questi farmaci. È accompagnare meglio. L’APA suggerisce ai terapeuti di chiedere informazioni sull’uso di GLP-1 come farebbero con qualsiasi altro farmaco, esplorando storia del peso, immagine corporea, alimentazione, motivazioni, aspettative e possibili segnali di rischio. Il punto non è ostacolare una scelta terapeutica, ma creare uno spazio sicuro in cui la persona possa distinguere tra salute, desiderio di stare meglio, pressione sociale e aspettative irrealistiche.

Questa è forse la lezione più ampia: quando cambia il corpo, può cambiare anche il modo in cui ci sentiamo al mondo. Per questo parlare di peso, farmaci e salute richiede parole attente, non moralistiche. Né entusiasmo acritico, né stigma. Solo una cura più completa della persona.

Fonte: American Psychological Association, Monitor on Psychology, June 2026, “Navigating GLP-1 Use in Therapy”.

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