Uno studio europeo suggerisce un’associazione tra ambienti multilingui e invecchiamento più sano, ma servono ancora dati individuali per capire il rapporto causale.
Vivere in un contesto in cui si parlano più lingue potrebbe essere associato a un invecchiamento più favorevole. È quanto emerge da una ricerca citata dall’American Psychological Association e pubblicata su Nature Aging, che ha analizzato dati di salute relativi a 86.149 persone in 27 Paesi europei.
I ricercatori hanno calcolato per ogni partecipante un indicatore chiamato “biobehavioral age gap”, cioè la differenza tra età cronologica ed età stimata sulla base di diversi fattori: capacità funzionali, funzioni cognitive, condizioni cardiometaboliche e deficit sensoriali. L’obiettivo era capire se l’esposizione a un ambiente multilingue potesse essere collegata a una minore accelerazione dell’invecchiamento.
I risultati indicano che le persone che vivono in Paesi con alti livelli di multilinguismo tendono ad avere un divario biocomportamentale più basso. In altre parole, in quei contesti si osserva una minore probabilità di invecchiamento accelerato rispetto ai Paesi con livelli più bassi di multilinguismo. L’associazione resta significativa anche dopo aver considerato altri fattori sociali, economici, politici, linguistici e ambientali.
Il dato è interessante perché suggerisce che il linguaggio non sia solo uno strumento di comunicazione, ma anche un possibile fattore legato alla flessibilità cognitiva, alla partecipazione sociale e all’adattamento nel corso della vita. Parlare, ascoltare o vivere tra più lingue può richiedere al cervello un esercizio continuo di selezione, attenzione e passaggio tra sistemi diversi.
Serve però prudenza. Gli stessi autori sottolineano che sono necessari dati individuali per capire se sia il fatto di parlare più lingue a produrre direttamente benefici sull’invecchiamento, oppure se il multilinguismo sia collegato ad altri fattori protettivi presenti nei contesti sociali.
Il messaggio resta prezioso: ambienti culturalmente e linguisticamente ricchi possono essere anche ambienti cognitivamente stimolanti. Promuovere apprendimento linguistico, inclusione culturale e occasioni di scambio tra generazioni può diventare parte di una visione più ampia del benessere mentale lungo tutto l’arco della vita.
Fonte: American Psychological Association, Monitor on Psychology, April/May 2026, sintesi dello studio pubblicato su Nature Aging.
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