Negli Stati Uniti la crescente domanda di servizi di salute mentale sta evidenziando la necessità di nuove soluzioni per migliorare l’accesso alle cure. Tra le strategie più promettenti emerge l’integrazione di peer specialist e paraprofessionisti, figure che affiancano gli operatori sanitari tradizionali, offrendo supporto basato sull’esperienza personale e una maggiore vicinanza alle comunità locali.
I vantaggi di queste figure sono molteplici: possono ridurre lo stigma, favorire l’engagement dei pazienti e ampliare l’offerta di servizi, soprattutto in contesti di crisi e cure ambulatoriali specialistiche. Il loro contributo include attività come l’identificazione dei casi, l’educazione psico-sociale e il monitoraggio dei piani di trattamento. Studi condotti in paesi a basso reddito dimostrano che i programmi basati su peer specialist migliorano l’accesso ai servizi e favoriscono la continuità delle cure.
Non mancano, tuttavia, sfide e criticità. Negli Stati Uniti, i dati sui benefici di queste figure sono ancora parziali, spesso a causa di studi con metodologie poco solide. Inoltre, esistono modelli diversi: alcuni li vedono come sostituti dei professionisti sanitari, mentre altri li integrano come membri complementari del team multidisciplinare. Quest’ultima opzione sembra essere la più efficace, ma richiede percorsi di formazione chiari e una supervisione adeguata.
Anche la sostenibilità economica rappresenta un nodo cruciale. In molti stati, i rimborsi per i servizi offerti dai paraprofessionisti sono troppo bassi, generando salari non sufficienti a garantire stabilità lavorativa. Questo fenomeno si traduce in un alto tasso di turnover, che ne compromette l’efficacia sul lungo termine.
Un esempio virtuoso viene dallo Stato di Washington, che ha sviluppato un modello innovativo per la figura del Behavioral Health Support Specialist. Grazie alla collaborazione tra università, comunità locali e istituzioni, è stato creato un percorso di certificazione sostenibile e un programma di formazione basato sull’intelligenza artificiale per portare questa figura su larga scala.
Il futuro passa dalla ricerca. Il National Institute of Mental Health ha identificato come priorità lo sviluppo di modelli sostenibili, con chiari criteri di formazione, supervisione e integrazione culturale. Coinvolgere persone con esperienza vissuta nella progettazione e valutazione di queste iniziative è fondamentale per garantirne l’efficacia. Solo così sarà possibile costruire un sistema di salute mentale più inclusivo, capace di rispondere alle esigenze di tutti.
Fonte: Patricia A. Areán, Stephen O’Connor, Joel Sherrill, The Promise and Perils of Using Peers and Other Paraprofessionals as Mental Health Service Professionals, JAMA Psychiatry, 2025;82(2):107-108. Disponibile qui.
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