Usare il nome di una persona sembra uno dei gesti più semplici della comunicazione quotidiana. Diciamo un nome per salutare, richiamare l’attenzione, creare vicinanza, mostrare riconoscimento. Eppure, per alcune persone, pronunciare il nome di chi hanno davanti — anche quando si tratta di amici, familiari o partner — può diventare sorprendentemente difficile.
La letteratura scientifica recente ha iniziato a descrivere questo fenomeno con il termine alexinomia, dal greco a- (“non”), lexis (“parola”) e onoma (“nome”): letteralmente, “non avere parole per i nomi”. In uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology, un gruppo di ricercatori della Sigmund Freud University di Vienna ha definito l’alexinomia come la difficoltà, vissuta soggettivamente come molto intensa, di usare i nomi propri nelle relazioni personali. Lo studio, basato su interviste semi-strutturate e test psicometrici, ha coinvolto 13 donne che riferivano questa esperienza e ha mostrato come il problema potesse associarsi a disagio psicologico, emozioni negative, evitamento e difficoltà nelle interazioni sociali (Frontiers in Psychology, 2023).
Il punto più interessante è che non si tratta semplicemente di “dimenticare un nome”. Le persone descritte dagli studi conoscono perfettamente il nome dell’altro, ma possono provare ansia, imbarazzo, vergogna o blocco nel momento in cui dovrebbero pronunciarlo. In alcuni casi, questo porta a strategie di evitamento: usare soprannomi, formule impersonali, evitare il contatto diretto o modificare la frase per non dover nominare l’interlocutore. Secondo gli autori, il fenomeno può comparire in diversi tipi di relazione e in diverse forme di comunicazione, non solo nel dialogo faccia a faccia (Frontiers in Psychology, 2023).
Nel 2024, un ulteriore studio pubblicato su Acta Psychologica ha analizzato 257 fonti online uniche, tra forum e discussioni in lingua inglese, in cui le persone raccontavano esperienze compatibili con l’alexinomia. Gli autori descrivono il fenomeno come ancora poco studiato, ma potenzialmente rilevante per la vita quotidiana, perché può incidere sulle relazioni, sulla percezione di vicinanza e sulla qualità della comunicazione. La ricerca segnala anche che le persone utilizzano strategie di compensazione diverse, alcune più efficaci, altre meno, e che in alcuni casi la difficoltà può ridursi con l’allenamento o l’esposizione graduale (Acta Psychologica, 2024).
Un terzo studio, pubblicato sul Journal of Anxiety Disorders, ha approfondito il legame tra alexinomia e ansia sociale. I ricercatori hanno coinvolto 190 partecipanti con diversi livelli di ansia sociale e hanno osservato una relazione positiva tra ansia sociale e paura/evitamento nell’uso dei nomi propri. Gli autori suggeriscono quindi che l’alexinomia potrebbe essere, almeno in parte, una manifestazione specifica di difficoltà più ampie nella comunicazione sociale, più che una condizione separata e già pienamente definita (Journal of Anxiety Disorders, 2025).
È importante, però, evitare semplificazioni. L’alexinomia non va trasformata in una nuova etichetta diagnostica da usare con leggerezza. La ricerca è ancora iniziale, i campioni studiati sono limitati e gli stessi autori parlano di un campo “highly under researched”, cioè molto poco esplorato. Tuttavia, il tema è utile perché illumina un aspetto spesso invisibile della salute mentale: la fatica che alcune persone possono vivere dentro gesti comunicativi apparentemente minimi.
Chiamare qualcuno per nome non è solo un dettaglio linguistico. È un atto relazionale. Può esprimere riconoscimento, fiducia, prossimità. Per questo, quando quel gesto diventa difficile, non riguarda soltanto la parola che manca, ma anche il modo in cui una persona abita la relazione con gli altri. Parlare di alexinomia, con prudenza scientifica e senza allarmismi, significa allora ricordare che il benessere mentale passa anche dalla qualità dei legami quotidiani, dalle piccole soglie della comunicazione e dalla possibilità di sentirsi sufficientemente sicuri per rivolgersi all’altro in modo diretto.
Fonti: Frontiers in Psychology, “Alexinomia: The fear of using personal names”, 2023; Acta Psychologica, “Why can’t I say people’s names? Alexinomia as a widespread psychological phenomenon”, 2024; Journal of Anxiety Disorders, “Name avoidance in social anxiety: Understanding alexinomia”, 2025.
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