C’è una trasformazione silenziosa, ma concreta, che sta cambiando il volto della salute mentale in Italia: è l’inclusione del supporto tra pari e delle pratiche di co-produzione all’interno dei servizi pubblici.
Non più solo tecnici, specialisti, medici. Ma anche persone che hanno vissuto in prima persona l’esperienza del disagio psichico e che, formate e affiancate, partecipano attivamente all’accoglienza, al sostegno e alla progettazione delle attività nei centri.
A dirlo non è uno slogan, ma una ricerca pubblicata il 30 settembre 2025 su BioMed Central, che fotografa per la prima volta la diffusione di queste pratiche nei Dipartimenti di Salute Mentale italiani.
Lo studio – condotto su scala nazionale – evidenzia che il coinvolgimento delle persone con lived experience (esperienza vissuta) non è più un’eccezione. È una realtà sempre più diffusa, anche se a geometria variabile.
Tra le esperienze raccolte ci sono:
- gruppi di auto-aiuto condotti da pari formati e supervisionati;
- figure professionali peer support inserite nei centri diurni o nei servizi territoriali;
- laboratori progettati e gestiti congiuntamente da utenti, operatori e familiari;
- pratiche di valutazione partecipata dei servizi.
Per chi vive (o ha vissuto) un disagio psichico, vedere qualcuno che ce l’ha fatta e ora accompagna altri nel percorso è un messaggio potente di speranza e possibilità.
Ma c’è di più: queste figure contribuiscono a rendere i servizi più umani, empatici, concreti. Offrono uno sguardo che il sapere accademico, da solo, non può fornire.
E per gli operatori, il confronto con i pari può significare alleggerire il carico relazionale, condividere fatiche, ma anche successi.
La co-produzione, intesa come progettazione condivisa tra utenti e servizi, porta benefici anche in termini di efficacia, adesione alle terapie, partecipazione attiva e prevenzione delle ricadute.
L’Italia non è nuova a queste pratiche: molte esperienze virtuose nascono dal basso, da cooperative sociali, associazioni di familiari, centri di salute mentale aperti al territorio.
Oggi, la sfida è rendere questa trasformazione sistemica: da sperimentazione a struttura.
Il messaggio dello studio è chiaro: il supporto tra pari non è solo un valore etico, ma anche una scelta strategica per migliorare i servizi, umanizzare la cura e ricostruire fiducia tra persone, operatori e istituzioni.
📌 Fonti:
- Lived experience in Italian mental health services: a national survey of peer support and co-production practices – BioMed Central, 30 settembre 2025
https://bmchealthservres.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12913-025-13407-z
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